28 gennaio 1533

Morone può prendere possesso della diocesi



Nel 1527, alla morte del vescovo di Modena Ercole Rangoni, Alfonso d’Este non si fece scrupolo di candidare al posto suo figlio Ippolito II, già arcivescovo di Milano. Clemente VII, preoccupato dell'eccessivo potere del duca di Ferrara, nominò Pirro Gonzaga, il quale morì nel 1529, senza essere mai riuscito a prendere possesso della diocesi.

Clemente VII allora la diede al ventenne Giovanni Morone, figlio del cancelliere milanese Gerolamo. Ricevuto l’incarico, per prima cosa il giovane si fece nominare vescovo a Bologna, ma non riuscì tuttavia ad ottenere la diocesi subito per l’opposizione estense. Si trovò così costretto a negoziare un accordo con il duca di Ferrara. Nel novembre del 1531, il Morone dovette concedere una pensione all'arcivescovo Ippolito, rinunciare ai frutti del vescovato, incassati dal duca, e accettare il permanere del vicario Domenico Sigibaldi da Tortona, fedele agli Estensi.

Le condizioni erano dure, ma gli permettevano di entrare finalmente a Modena il 28 gennaio 1533.


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