23 giugno 1542

Morone ottiene con un breve papale l’autorizzazione a procedere contro gli eretici, ma anche ad assolvere in via extragiudiziale



Nel tentativo di costringere gli eterodossi a firmare una sottoscrizione di fede, il 22 maggio 1542, Morone scrisse a Roma chiedendo sia di poter punire i colpevoli di eresia, sia di poter assolverli in via extra-giudiziaria. Con un breve del 23 giugno, gli venivano concesse entrambe le facoltà.

Tuttavia, in seguito non volle utilizzarle. D’altra parte, già nel 1540, in una sua famosa missiva da Gand, si era espresso contro l’uso di mezzi violenti, a suo parere utili «più tosto estinguere gli huomini che le heresie», anche perché «la religione non par da principio si convenga essere trattata per via di guerra».

Quindi, con questa mossa, forse intendeva solo sollecitare una moderata pressione sui dissidenti o verificare per sé stesso tutte le carte a sua disposizione.


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